Dopo undici giorni di navigazione nel Mediterraneo, nella notte del 22 aprile le prime navi della Flotilla hanno iniziato ad arrivare nel porto di Augusta. Sarà la prima tappa di rifornimento, riparazioni, valutazione dell’andamento della missione e definizione dei prossimi passi. Giovedì 23 si terrà un festival solidale a Siracusa e nei giorni successivi le imbarcazioni ripartiranno.

Di Rubén Tzanoff

Appena ormeggiati ad Augusta, stanchi ma soddisfatti, Raúl Laguna e Cele Fierro ci hanno raccontato come sono trascorsi questi giorni di traversata.

“Sto vivendo cosa significa mettere il corpo in mare e lo sguardo sulla Palestina”

Raúl: “Con il passare dei giorni mi sono adattato alla vita a bordo, che richiede organizzazione, sforzo e cameratismo; e, nonostante la diversità di lingue, provenienze nazionali e posizioni politiche, tutti e tutte siamo riusciti a convivere bene e ad adattarci al ritmo della navigazione. In particolare, mi è capitato di assistere alcuni compagni-pazienti nell’infermeria di bordo, ma senza casi gravi. Ora ho vissuto sulla mia pelle cosa significa ‘mettere il corpo in mare e lo sguardo sulla Palestina’, per questo, in ogni giornata utilizziamo tutti i mezzi a nostra disposizione per continuare a denunciare il genocidio, il blocco umanitario, la distruzione di case, ospedali e gli orrori causati dal sionismo, che si manifesta anche in Libano, dove da marzo sono state uccise più di 2.400 persone.”

“Il nostro miglior scudo è che si riprendano le mobilitazioni di massa sulla terraferma.”

Cele: “A differenza dello scorso anno, la navigazione di questa prima tratta non ha presentato grandi problemi, anche se alcune navi hanno avuto guasti meccanici. Anche le condizioni meteorologiche sono state complessivamente favorevoli, nonostante qualche tempesta e mare mosso. È importante poter contare sul sostegno di navi come l’Artic di Greenpeace e la Open Arms, che ci stanno scortando e assistendo, oltre alla presenza di personale medico a bordo per ogni eventualità. I compagni che si sono imbarcati per la prima volta si sono adattati alla vita marina, hanno svolto i loro turni e le loro mansioni, cosa indispensabile per affrontare le prossime tappe con equipaggi uniti e collaborativi.

E ci sono stati due fatti che hanno rafforzato il nostro morale. Il primo è stata l’azione contro la MSC Maya in alto mare, per denunciare la complicità con lo Stato genocida di Israele attraverso il traffico marittimo. Nello stesso senso, ho denunciato la complicità dell’UE per non aver revocato né sospeso nemmeno parzialmente l’Accordo di Associazione con il regime genocida. Il secondo fatto è stata l’attività solidale a Catania per due giorni, per salutare le imbarcazioni locali e preparare il nostro approdo in Sicilia. Naturalmente…

Abbiamo bisogno che nessuno perda di vista la Flotilla nel mondo intero, per questo siamo contenti del festival che si farà a Siracusa. Ricordando l’esperienza dell’anno scorso, ribadisco che il nostro miglior scudo contro eventuali aggressioni alle nostre navi e a chi naviga è la mobilitazione sulla terraferma, che spero riprenda la forza del 2025. Non perdete di vista la Flotilla.”

In Sicilia è necessario che coordinamento ed equipaggi scambino opinioni sulla guerra e sulle implicazioni per la Flotilla. Sembra ancora possibile avanzare lungo le acque europee e continuare a produrre iniziative politiche per la Palestina senza gravi rischi per la sicurezza della Flotilla. Si tratta di valutazioni che gli equipaggi discuteranno per determinare i prossimi passi fino alla tappa successiva. La GSF può continuare a svolgere un ruolo importante con le sue denunce e azioni, sapendo che solo la mobilitazione di massa, ampia e unitaria, insieme a scioperi e azioni sulla terraferma, può difenderla con successo dalle aggressioni di Israele e dei suoi complici.

Navigazione fino al primo approdo in Sicilia

Riprendere le mobilitazioni di massa

La GSF torna a essere un grande esempio perché, lontana dall’idea che i problemi palestinesi siano stati risolti dal finto accordo Israele-USA-Hamas, si è organizzata per la seconda volta e cerca di rilanciare la mobilitazione. Ci sono motivi più che sufficienti per partecipare, sostenerla e difenderla come leva per tornare a scioperi, occupazioni e azioni per la causa palestinese. La solidarietà con la Palestina non è scomparsa, anche se le mobilitazioni non hanno più la stessa ampiezza dello scorso anno, quando alimentarono e difesero la Flotilla, che a sua volta le rafforzava.

La LIS a bordo e sulla terraferma

Siamo orgogliosi dello sforzo coraggioso di Cele e Raúl, della presenza e attività dei compagni di SOL a Barcellona, del Partito Comunista dei Lavoratori e di ArbeiterInnenmacht ad Augusta e Siracusa, e della militanza sviluppata dalle sezioni della Lega Internazionale Socialista (LIS) nei cinque continenti.

Puoi seguire le informazioni della Flotilla a questo link:

Verso Gaza: la GSF in tempo reale